Nel 2018 la tecnologia ha fatto passi da gigante a sostegno delle disabilità.

Nel 2018 la tecnologia ha fatto passi da gigante a sostegno delle disabilità.

Ecco come le app possono facilitare l’uso degli smartphone.

 

La tecnologia non ha solo rivoluzionato il modo in cui comunichiamo, ma è diventato anche un medium a disposizione di tutti. Lo smartphone sta diventando sempre più inclusivo anche grazie alle app che si possono installare. Quando si parla di disabilità non significa fare riferimento all’inabilità. Secondo la World Health Organization, almeno il 15% della popolazione mondiale ha una disabilità. Per questo è necessario che la tecnologia faccia progressi e si affianchi alla lotta e al sostegno di chi ne presenta una.

Apple è una delle aziende che più si è preoccupata, negli ultimi anni, di migliorare l’accessibilità delle proprie tecnologie per chi detiene una disabilità. Gli sviluppatori delle app hanno dovuto attuare un processo di conoscenza alla moderna tecnologia dal punto di vista da una sensibilità nuova, per permettere di scovare le difficoltà che il loro stesso software poteva far riscontrare.

Nel mondo attuale, incorporare funzionalità che vadano a soddisfare ogni bisogno necessario del proprio pubblico è necessario per costruirsi un’immagine e perpetuare i valori di inclusività che si vogliono diffondere.
Senza rendersene conto, le app hanno la possibilità di diventare ciò che colma il gap tra la imparità e la tecnologia.

Per esempio, negli anni passati, incorporare la possibilità di fare videochiamate o diffondere file multimediali, ha beneficiato notevolmente la comunità con disabilità uditiva.
Per la messaggistica, iMessage (di Apple) permette di inviare messaggi, video, fotografie, creare sketch a mano libera. Inoltre esistono funzionalità che traducono i messaggi nella lingua dei segni.
Notifiche visive unite alla vibrazione agevolano notevolmente la comunità dei Sordi. Inoltre esiste, per chi ha un iPhone, selezionare l’alternativa dell’illuminazione ad intermittenza, la luce della torcia che ti segnala qualsiasi notizia.
Per quanto riguarda le chiamate, FaceTime è sempre stato presente, disponibile a fornire un’interfaccia di videochiamata per poter chiamare e comunicare, volendo, con la lingua dei segni. Recentemente anche altre app hanno inserito la possibilità di unire la loro funzione primaria alle video calling, come per esempio WhatsApp.

Anche per la comunità che ha gravi problemi alla vista o risulta essere completamente cieca, sono emersi tools e software in aiuto. La funzionalità Zoom della Apple, può allargare notevolmente la schermata e i testi, invertendo i colori per un migliore contrasto.
Sia iOS che Android hanno sviluppato dei ‘’lettori di schermata’’. Questi permettono alle persone di utilizzare uno smartphone senza vederlo realmente. Un esempio può essere VoiceOver, l’app che ti indirizza su come utilizzare il cellulare e con la capacità di descrivere immagini e leggere testi. Può essere quindi anche utilizzato come sintetizzatore per guidare la propria esperienza sul cellulare.

Almeno il 15-20% dell’intera popolazione possiede una disabilità di apprendimento, che varia dalla sillabazione, alla scrittura, alla lettura.
Per persone con dislessia, anche scrivere un messaggio (o leggerlo) può diventare problematico. Esistono quindi assistenti digitali, come Siri, che possono assistere ad ogni task richiesto.
Anche il design delle interfacce possono rappresentare una difficoltà di lettura. Ecco perché esistono app che vanno a modificare i colori, i contrasti, le luci, le dimensioni, rendendo lo schermo più leggibile a tutti.

Ovviamente la tecnologia, grazie a tools esistenti nei software o app che si possono scaricare, hanno fatto passi da gigante per includere nell’esperienza dei device ogni soggetto. Apple sta avendo il ruolo da protagonista nel creare una connessione tra ogni persona e l’accessibilità.
Nonostante ciò, è bene ricordare di non fermarsi, continuare a migliorare per poter arrivare a un completo sfruttamento del potenziale.