Progressive web app: il confine tra la rete e le applicazioni

Progressive web app: il confine tra la rete e le applicazioni

I dispositivi mobili, attualmente, sono percepiti come un bisogno primario. Talvolta risultano gerarchicamente superiori alla vita sociale ‘’reale’’. Il 30% dei soggetti rinuncerebbero a vedere i propri amici di persona. Il 45% rinuncerebbe ad andare in vacanza e il 55% rinuncerebbe ad andare a mangiare fuori per 12 mesi.
Nello specifico si sta trattando di smartphone. In Italia il 64% del totale dei minuti spesi online avviene sul cellulare. E di questa percentuale, l’ 87% si concentra sulle app.
L’impennata avuta grazie all’utilizzo massiccio dello smartphone (e delle app native all’interno) ha cambiato totalmente il modo di usare la tecnologia. I nuovi vincoli sono posti da schermi piccoli e necessità di avere interfacce sempre più pulite e intuitive.
Ecco quindi che emergono le Progressive Web Apps, ovvero la fusione tra app native e siti mobile, il modo migliore per ottenere vantaggi di entrambi, proprio perché funzionano attraverso uno strumento universale: il browser di navigazione.
Le app progressive cosa hanno in più rispetto a quelle classiche?
-Innanzitutto funzionano offline.
-Si possono aggiornare senza scaricare una nuova versione.
-Sono costruite sul principio del progressive enhancement, quindi più funzioni possiede un browser più l’app ne potrà offrire.
-Risultano sicure grazie all’utilizzo del protocollo HTTPS.
-Sono indicizzabili da Google (quindi anche posizionabili).
-Per installarli non bisogna passare per i marketplace, ottimo per chi è troppo pigro o non vuole sprecare tempo nell’installazione.
-Offrono un’esperienza come un’app nativa, supportata da un coinvolgimento maggiore grazie alle proprie funzionalità.
Non vi è alcuno costo addizionale necessario per poter pubblicare l’app sugli store (a differenza delle app native che pagano 25€ per Google Play, e 99$/anno per Apple)
Velocità molto maggiore grazie al codice JavaScript e grazie al caricamento iniziale delle risorse statiche e di pagine intere.
-Supporto del Manifest JSON. Permette di installare la progressive app direttamente nell’home screen, con nome e icona come se fosse un’app nativa. Manifest JSON che è bassamente un file descrittivo che permette agli sviluppatori di tenere sotto controllo il modo in cui l’app si comporta.

Le Progressive Web App rappresentano un nuovo concept, che cerca di fornire una user experience incomparabile sul web. In termini di utilizzo, il numero di utenti di smartphone non smette di aumentare: si è passati dal 56% della popolazione mondiale nel 2013, al 66% nel 2018.
Altro indicatore di supporto, è stata la mossa eseguita da Google. Recentemente, infatti, ha modificato il suo algoritmo favorendo i siti web che hanno la loro versione mobile ben curata. Ancora un po’ di tempo e Google arriverà a classificare le sue pagine basandosi su questa versione, per comprendere i dati strutturati e mostrare estratti del sito web nei risultati di ricerca.
Ci stiamo trovando, pertanto, di fronte ad un trend che andrà a rivoluzionare il nostro modo di accedere alla rete. Ed è in questa direzione che bisogna guardare al futuro.

Le app che stanno già adottando il principio di progressività? Tinder, Wikipedia, Twitter, Trivago, Spotify, Aliexpress, etc.